


Sofia Gastaldo
Sibyllae
I Monti Sibillini sono ricchi di narrazioni e simbolismi che si sviluppano in stretta relazione alla figura della Sibilla Appenninica. Profetessa amica del popolo, madonna, divinità pagana, personificazione del male: una figura che è sintesi del luogo a cui appartiene, della sua ambiguità. Questo personaggio è stato in grado di accompagnare il pensiero comune perché si è sempre adattato alle esigenze della collettività, che vi si rivolgeva quando non riusciva a trovare chiare spiegazioni a questioni complesse, sia pratiche che religiose. La gente, quindi, l’ha sempre accolta, mantenendo la sua narrazione sempre in linea con i tempi, le condizioni sociali e soprattutto le proprie necessità, ma nel corso delle generazioni ha gradualmente dimenticato la sua funzione originaria. Il progetto si focalizza sulla zona che va da Amandola ad Arquata del Tronto, nota per le storie narrate da Barberino, Antoine de la Sale e Joyce Lussu. L’obiettivo è analizzare una memoria collettiva influenzata da una serie di influssi culturali che si sono mantenuti vivi grazie ad un’industrializzazione tardiva e alla sovrascrittura di tradizioni e leggende. Le testimonianze offrono riflessioni su magia, conoscenza storica, religione, comunità e pratiche rituali legate al territorio.
BIOGRAFIA
Sofia Gastaldo (Padova, 2003) è una fotografa e filmmaker. Nel 2024 si diploma alla scuola di letteratura e fotografia Jack London e viene selezionata per lo Speciale Diciottoventicinque a Fotografia Europea con il progetto “Sibyllae”. Attualmente sta conseguendo la laurea triennale in Scienze Sociologiche presso l’università di Padova. E’ co-fondatrice del collettivo di artisti e curatori “Shapeless Gallery”.

