Simone Donati

Casentino primo studio

Queste immagini costituiscono un primo studio di un progetto a cui intendo dedicarmi
per un periodo prolungato. La committenza del Festival della Fotografia
Italiana di produrre una serie fotografica sul Casentino mi ha portato a scegliere di
lavorare sulle zone circostanti la mia nuova casa, in un momento di cambiamento e
rinnovamento personale. Ho preferito rimanere lungo la valle per fotografare nei
comuni di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio-Stia senza arrivare ad esplorare le zone
più remote, come i piccoli borghi e la media montagna, ma stando in luoghi più
popolati e vissuti, pur sempre parte delle cosiddette “aree interne”.
Ho desiderato mantenere viva l’attitudine esplorativa che ha caratterizzato il mio
precedente progetto “Varco Appennino”, ma questa volta avventurandomi in un
territorio che sto scoprendo gradualmente da diversi anni, un territorio però
mancante di quel fascino “esotico” derivante dall’esplorazione di luoghi sconosciuti.
La sfida è stata importante, il mio sguardo è tornato più e più volte sugli stessi luoghi
cercando una sintonia, ma sempre con un approccio lento in luoghi poco guardati e
di conseguenza poco fotografati, veri e propri paesaggi marginali. Luoghi dove
solitamente pensiamo che non ci sia niente da vedere.
Ho cercato il significato della presenza umana non attraverso la narrazione delle
azioni e degli eventi, ma piuttosto tramite l’interpretazione di tutti i segni che gli
uomini lasciano nell’ambiente in cui vivono. Attraverso i ritratti di persone comuni,
ordinarie, ho cercato poi di rappresentare queste comunità e gli incontri, spesso
casuali, avvenuti durante questa osservazione.
Le parole di Cesare Zavattini, che parlava della “qualsiasità” in fotografia, hanno
guidato la mia ricerca verso una rappresentazione autentica del quotidiano,
attraverso una fotografia semplice, priva di spettacolarità, concentrandomi su dettagli
spesso trascurati del territorio e ponendo il paesaggio vissuto come fulcro
dell’osservazione.
Questo è stato il filo conduttore delle mie recenti esplorazioni casentinesi, una serie
di immagini che formano un primo tassello di un lavoro più ampio ed articolato che
delineerà la mia personale visione del Casentino, rappresentando, dopo “Varco
Appennino”, un secondo capitolo di una ricerca incentrata sulle “aree interne” e sui
luoghi minori.


BIOGRAFIA
Simone Donati (1977) è nato a Firenze dove vive e lavora. È uno dei fondatori del
collettivo TerraProject che dal 2006 si occupa di tematiche sociali, politiche ed
ambientali, in Italia ed all’estero.
La sua fotografia racconta prevalentemente il territorio italiano, con progetti a lungo
termine dove la lentezza e la profondità sono la base, insieme all’approccio
documentario. La sua ricerca è caratterizzata dallo studio del paesaggio e dalla
relazione dello stesso con le persone che lo abitano.
Negli anni 2009-2015 la sua attenzione si è concentrata sulla situazione politica e
sociale italiana con la pubblicazione di “Hotel Immagine”, il suo primo libro frutto di
un autoproduzione. Con “Varco Appennino”, pubblicato da Witty Books nel 2021, ha
portato avanti per 4 anni un’esplorazione delle aree interne dell’Appennino
meridionale italiano.
Le sue immagini sono esibite in mostre in Italia ed all’estero e sono pubblicate dalle
maggiori riviste italiane ed estere come Internazionale, Io Donna, La Repubblica,
L’Espresso, Le Monde Magazine, Newsweek Japan, Smithsonian Magazine, The
Washington Post, Sette, e Vanity Fair.

Dove è la mostra?

Mappa

// 14 giugno 2024
// 06 ottobre 2024

Bibbiena – Casentino

CIFA – Bibbiena

Palazzo Ferri – Bibbiena

Chiostro di San Lorenzo – Bibbiena

Galleria Parentesi – Bibbiena

Castello Conti Guidi – Poppi

Palazzo Giorgi – Poppi

Salone del Lanificio – Stia

Limonaia del Palagio Fiorentino – Stia

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