


Istituto Italiano di Fotografia – Milano
Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana
Che gli occhi siano la nostra finestra sul mondo, è chiaro a tutti.
Ma quante delle cose che ci circondano guardiamo e quante di queste vediamo davvero?
La natura che compone ogni cosa è complessa e stratificata, dallo smartphone che teniamo sempre con noi alla sedia su cui ci riposiamo alla sera.
Ogni oggetto ed elemento del nostro mondo racchiude al suo interno una storia incredibile, fatta di persone, di lavorazioni e tecnologie all’avanguardia.
Molti di questi oggetti sono testimoni silenziosi e possono aiutarci, una volta analizzati nella loro essenza, a carpire dettagli e sensazioni che fanno parte del nostro essere.
Per il nascente Festival della Fotografia Italiana, e per mantenere una narrazione coerente, gli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia hanno lavorato concentrandosi su tematiche che riportano il pensiero agli elementi fondamentali che compongono il nostro mondo – la terra, l’acqua, le piante e gli animali – tutti tasselli che permettono la vita per come la conosciamo e che hanno tanto da insegnarci.
Tra gli equilibri e le sinergie nascoste della natura, la roccia è stato l’elemento scelto e come il fondamento silenzioso su cui poggiano i nostri piedi, questa emerge e diventa vettore di molti messaggi.
In diverse interpretazioni, la roccia diventa un simbolo che si presta a riflessioni profonde sulla nostra esistenza. Diventa il ponte tra la solidità tangibile del nostro mondo e la profondità misteriosa delle nostre esperienze umane.
Con il suo racconto, Patrizia Barbagallo analizza il legame tra l’acqua e la roccia – due elementi spesso messi in relazione ma estremamente diversi tra loro – utilizzando la maschera come metafora per il mutamento.
Nel mutamento e nel deperimento, Cristian Locatelli analizza le rocce che furono, quelle che, come lacrime, si staccano dalle montagne, franando a valle e modificando gli ambienti, diventando metafora della vita che cambia e del dolore che spesso questo cambiamento può causare.
Cambiamento che è sinonimo di evoluzione e Markus Ambrose analizza la roccia come elemento fondamentale per tutto quello che ci circonda: dal nostro smartphone alle armi che minacciano la pace nel nostro mondo – testimonianza che siamo noi a modificare l’ambiente, sfruttandolo come riteniamo opportuno.
Questo lascia delle crepe nel nostro mondo, spazi vuoti e testimoni di quello che fu – con questo tema Mauro Ficano decide di analizzare l’elemento scelto, le crepe spesso danno vita e luce a luoghi che prima rimanevano nell’oscurità e nelle grotte e negli anfratti che si formano, Giulia Tangari, ritrova sé stessa, come in un grembo materno che ci accudisce e ci fa crescere da migliaia di anni.
Queste sono solo alcune, delle emozioni riportate dagli studenti durante l’approfondimento del tema – molte altre saranno quelle che gli osservatori estrapoleranno, facendo propria una realtà inesplorata.
Andrea Calvaruso
Elenco partecipanti e titolo opere:
Markus Ambrose – Roccia, giù fino alle Fondamenta
Patrizia Barbagallo – Roccia, giù fino alle Fondamenta
Mauro Ficano – Cracks
Cristian Locatelli – Lacrime di Pietra
Giulia Tangari – Roccia, giù fino alle Fondamenta

